Il grande Oceano Nero

Ci hanno insegnato ad essere forti senza dirci come. Ci hanno insegnato a sopportare le battaglie senza battere ciglio, senza versare una lacrima, rendendoci schiavi del nostro dolore, schiacciati dal peso del nostro destino.
E se così non fosse?
Ci pensavo tra le lacrime, ci pensavo mentre un macigno mi schiacciava il petto costringendomi a non parlare, a non chiedere aiuto. Alla fine ho capito che è molto più forte essere fragili. Sopportare che una folata di vento diventi un uragano da affrontare a viso aperto, accettare che un fiocco di neve diventi slavina. Essere fragili non è cosa per tutti. Essere fragili ed esporre le proprie viscere alla tempesta è cosa da eroi.
Ma questo lo sa solo chi ha affrontato il male dell’anima. Siamo troppo sensibili e allo stesso tempo rocce che rotolano sulla strada della vita facendosi plasmare poco a poco dagli eventi, scheggiati, calciati, lanciati nei fossi. Siamo slegati dal nostro esterno come bambole di pezza, abbiamo un mondo dentro che nemmeno noi capiamo ma portiamo addosso come una croce che ci fa cadere e ci obbliga a rialzarsi.
Personalmente ho smesso di vergognarmi di ciò che sono. Me lo devo. Mi devo l’onestà verso me stessa, la leggerezza di poter chiedere aiuto. È da eroi riuscire a convivere coi propri demoni, sedercisi a tavola e cercare di parlarci, di trovare un accordo comune per non soccombere.
Non sono debole, sono fragile, ed è la mia forza. Tanti non si sarebbero mai rialzati e io l’ho fatto e lo faccio ogni volta che maledettamente cado faccia a terra. Sono più forte di chi mente, di chi “va tutto bene”, di chi si preoccupa del giudizio degli altri. Io, gli altri, non li conosco e non li voglio conoscere, disconosco anche chi pensa di potermi consigliare, salvare, abbracciare, senza chiedere o sapere nulla di me, dell’uragano che a volte mi si scatena dentro. Sono io il mio carceriere messo a guardia del mio inferno ed ho chiavi che prima o poi scoprirò come usare senza che nessuno mi insegni.
Parlate. Ascoltate soprattutto. Le persone, tutte, hanno bisogno di ascolto. Non della vostra comprensione, compassione o pena, noi siamo eroi dentro, abbiamo bisogno solo di ricordarcelo ogni tanto, raccontando le nostre storie, le nostre angosce, le nostre paure più nere.